CELLE DI BULGHERIA, OLTRE AL DANNO ANCHE LA BEFFA: DOPO L’IMU, TREMANO LE SCUOLE E LE FAMIGLIE.



L’ANALISI DEL CONSIGLIERE CARELLI: "APPROFONDENDO LA NUOVA LEGGE HO SCOPERTO ANCHE LA BEFFA SCOLASTICA. I CITTADINI DI CELLE DI BULGHERIA TRATTATI COME UNA METROPOLI"

 

 CELLE DI BULGHERIA – Non c’è pace per i cittadini di Celle di Bulgheria. Mentre la comunità sta ancora metabolizzando il pesante impatto economico della nuova tassa IMU sui terreni agricoli — già in vigore con il primo acconto fissato per il 16 giugno 2026 — emerge una "beffa" ancora più amara che rischia di colpire la serenità delle famiglie e il diritto allo studio.

"Approfondendo attentamente i dettami della Legge 12 settembre 2025, n. 131, entrata in vigore con gli elenchi definitivi il 20 febbraio 2026, spiega il Consigliere Angelo Carelli, "ho potuto scoprire che il declassamento a 'Comune non montano' non è solo una questione di tasse, ma un vero e proprio smantellamento programmato del nostro assetto scolastico".

Rischiamo le "Classi Pollaio", senza lo status di Comune Montano, il Ministero dell'Istruzione non riconosce più le difficoltà del nostro territorio legate a distanze, pendenze e isolamento. Per lo Stato,  ora siamo uguali a una grande città di pianura, ma senza averne i servizi. Decadono così le deroghe del DPR 81/2009 che finora avevano protetto le nostre aule.

L'ESEMPIO PRATICO CHE SPAVENTA E SI PAVENTA PER LE FAMIGLIE:

PRIMA (Comune Montano): Bastavano 10-12 bambini per autorizzare una classe e garantire un insegnamento di qualità vicino casa.

OGGI (Comune NON Montano): I parametri minimi salgono drasticamente a 15-18 alunni.

IL PARADOSSO: Se in una nostra classe ci fossero 13 bambini, per lo Stato sarebbero "troppo pochi". Il risultato? Classe soppressa. I bambini verrebbero ammassati in altre aule o, peggio, trasferiti nei plessi dei paesi vicini per far quadrare i numeri del provveditorato.

 Lo spettro dei trasferimenti: figli "pendolari" forzati, per i genitori di Celle di Bulgheria si prospetta   un futuro di pesanti disagi. "Parliamo di bambini che saranno costretti a sveglie anticipate e a lunghi tragitti per raggiungere scuole fuori dal nostro comune", denuncia Carelli. "Questo non è solo un disagio logistico, ma è l'inizio dello svuotamento definitivo del nostro borgo. Una famiglia che non ha la scuola sotto casa è una famiglia spinta ad andarsene".

"Trattati come una metropoli", il malumore tra i cittadini cresce: ci si ritrova con gli oneri di una città ma senza le tutele di un borgo. "I genitori di Celle di Bulgheria non possono pagare le colpe di una politica che non ha saputo difendere il territorio nei momenti decisivi. Mentre bisognava lottare per restare montani, l'amministrazione restava a guardare. Oggi quel silenzio lo pagano i nostri figli. Non permetteremo che il loro futuro venga sacrificato sull'altare dell'inerzia amministrativa".

Il Consigliere Carelli, che ha già depositato una mozione urgente, chiede risposte immediate a chi ha avallato i criteri dell'ANCI il 5 febbraio scorso: "Devono assumersi la responsabilità di questo smantellamento sociale".

APPELLO AI GENITORI E AI RAPPRESENTANTI D'ISTITUTO

"Rivolgo un appello accorato a tutti i genitori e ai rappresentanti d'istituto di Celle di Bulgheria: non restate a guardare mentre il futuro dei vostri figli viene deciso a tavolino senza alcuna difesa. Chiedete con forza all'amministrazione comunale di rendere conto della propria inerzia. È necessario pretendere che il Sindaco e il Delegato alla Comunità Montana spieghino ufficialmente cosa accadrà a settembre. La scuola è l'ultimo presidio di vita del nostro paese: se perdiamo le aule, avremo perso tutti. Io sono al vostro fianco per ogni azione di protesta".

di Redazione

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