CELLE DI BULGHERIA, IL "PASTICCIO" DELLA MONTAGNA: LA GIUNTA AMMETTE IL DANNO, MA IL CONTO LO PAGANO I CITTADINI


 


L’amministrazione riconosce ufficialmente il "grave pregiudizio" per il territorio dopo il declassamento a Comune di Pianura. Ma mentre 119 comuni campani si salvavano gratis, a Celle di Bulgheria si spendono migliaia di euro per un ricorso tardivo.

CELLE DI BULGHERIA – Il caso del declassamento di Celle di Bulgheria da "Comune Montano" a "Comune di Pianura" si arricchisce di un capitolo che solleva pesanti interrogativi sulla gestione del bene pubblico. Al centro della vicenda, il netto contrasto tra la mozione di denuncia presentata dal Consigliere Carelli e la successiva delibera d'urgenza della Giunta Comunale.

​La "Confessione" della Giunta

​Nella Delibera n. 27 del 26 marzo 2026, la Giunta Comunale mette nero su bianco una verità inquietante: l’esclusione dall’elenco dei comuni montani determina un “grave pregiudizio” per l’ente e per la collettività. L’amministrazione ammette ufficialmente che la perdita dello status di comune montano comporta il rischio di “spopolamento e desertificazione” e un “indebolimento dei presidi istituzionali, sociali ed economici”.

​Questa ammissione documentale conferma in toto le preoccupazioni sollevate dal Consigliere Carelli, ma rivela anche un cortocircuito temporale: perché agire solo a fine marzo se il termine per le correzioni tecniche era fissato al 5 febbraio?

​La Mozione Carelli: Verità sui Ritardi

​Con la sua mozione (prot. n. 2158/2026), il Consigliere Carelli ha scoperchiato il vaso di Pandora. La sua posizione è chiara: il danno subito dal Comune non è frutto del destino, ma di una mancata attivazione nei tempi dovuti.

"Mentre 119 comuni della Campania riuscivano a farsi riammettere nell'elenco entro il 5 febbraio attraverso semplici osservazioni tecniche gratuite, la nostra amministrazione restava ferma," denuncia Carelli. "Oggi ci troviamo nella condizione paradossale di dover pagare per rimediare a un errore che altri hanno evitato a costo zero".

​Il Danno Economico: 4.000 Euro per una "Toppa"

​Il deliberato della Giunta non si limita ad ammettere il danno, ma stabilisce anche il prezzo della riparazione: 4.000,00 euro (oltre oneri e spese) di fondi pubblici per incaricare un legale esterno di Napoli per un ricorso al TAR.

​Si tratta di risorse sottratte alla comunità per finanziare una battaglia legale resa necessaria solo dall'inerzia politica di inizio anno. Una spesa che il Consigliere Carelli definisce inaccettabile: "Sono soldi dei cittadini di Celle spesi per rincorrere una scadenza che l'amministrazione, nonostante i suoi legami con gli enti sovracomunali, ha colpevolmente ignorato".

​Cosa c'è in gioco

​Nonostante l'IMU agricola sia momentaneamente salva grazie a interventi ministeriali nazionali, il declassamento ammesso dalla Giunta pesa come un macigno su altri fronti vitali:

  • Sicurezza del territorio: Rischio di esclusione dai fondi FOSMIT per la prevenzione delle frane sul Monte Bulgheria.

  • Scuola e Agricoltura: Parametri più rigidi per il mantenimento delle classi e penalizzazioni per i giovani agricoltori nei bandi PSR.

​L'azione del Consigliere Carelli ha il merito di aver portato alla luce una gestione che oggi costringe il Comune di Celle a lottare in tribunale per difendere un diritto che era già suo, ma che è stato smarrito nei corridoi del municipio.

La Delibera n. 27 del 26 marzo 2026, è allegata all' articolo per una completa presa visione.(Evidenziate in ROSSO le note esposte sopra)









di Redazione

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