CELLE DI BULGHERIA ESCLUSA DAI COMUNI MONTANI: UNA QUESTIONE CHE DIVENTA NAZIONALE
CELLE DI BULGHERIA – Quella che a marzo sembrava una battaglia politica locale è oggi diventata un tema di interesse nazionale. Con la pubblicazione del DPCM 11 maggio 2026, n. 121, nella Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2026, è stata resa definitiva la nuova classificazione dei Comuni montani italiani, dalla quale Celle di Bulgheria resta esclusa.
La riforma introduce criteri uniformi basati su caratteristiche altimetriche e morfologiche, superando le precedenti classificazioni storiche. In provincia di Salerno sono stati riconosciuti 97 Comuni montani, ma non Celle di Bulgheria.
La vicenda era stata sollevata già il 23 marzo 2026, quando il consigliere comunale Angelo Carelli presentò una mozione chiedendo all'Amministrazione di attivarsi per ottenere il reinserimento del Comune tra quelli montani, attraverso una perizia tecnica e ogni iniziativa utile a tutelare cittadini, agricoltura e sviluppo del territorio.
Pochi giorni dopo, il 26 marzo, anche la Giunta comunale ha deciso di impugnare davanti al TAR la classificazione, riconoscendo che l'esclusione può determinare un grave pregiudizio per il Comune, con possibili effetti sull'accesso a finanziamenti, misure di sviluppo delle aree interne e politiche contro lo spopolamento.
Nel frattempo, il Ministero dell'Economia ha chiarito che la nuova classificazione non incide sull'esenzione IMU dei terreni agricoli, che continua a fare riferimento all'elenco dei Comuni montani del 1993.
Restano invece aperti gli interrogativi sulle altre conseguenze della riforma. Tra queste, l'accesso al Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT) e alle misure previste dalla nuova legge per le scuole di montagna, tema già evidenziato dal consigliere Carelli e oggi al centro di un più ampio dibattito nazionale e locale.
La pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale del 7 luglio rappresenta il passaggio decisivo della vicenda. Da quella data la nuova classificazione è diventata il riferimento ufficiale per l'attuazione delle politiche nazionali dedicate alla montagna, trasformando una questione fino ad allora oggetto di confronto politico in una realtà concreta per tutti i Comuni esclusi.
È proprio dopo il 7 luglio che il tema ha assunto una dimensione nazionale. Diversi organi di informazione specializzati hanno approfondito gli effetti della riforma, soffermandosi sulle possibili conseguenze per i Comuni che hanno perso lo status montano, in particolare per quanto riguarda l'accesso ai fondi dedicati, alle misure per lo sviluppo delle aree interne e agli interventi previsti dalla Legge sulla Montagna.
Secondo gli approfondimenti pubblicati dalla stampa specializzata, non esiste un automatismo tra perdita dello status montano e riduzione delle classi scolastiche, ma molte delle misure introdotte dalla nuova legge sono direttamente collegate alla classificazione di Comune montano.
La pubblicazione definitiva del DPCM, quindi, non ha chiuso la vicenda, ma ha aperto una nuova fase che riguarda non solo Celle di Bulgheria, ma decine di Comuni italiani esclusi dalla nuova classificazione.
Per il gruppo consiliare di minoranza "Un Mondo Migliore", composto dal capogruppo Gerardo Carro, dal consigliere Angelo Carelli e dalla consigliera Samantha Pepe, gli sviluppi successivi confermano l'importanza delle iniziative avviate già a marzo. Le richieste contenute nella mozione e le preoccupazioni espresse sulla tutela del territorio, sull'accesso ai finanziamenti e sulle misure dedicate alle scuole di montagna sono oggi entrate nel dibattito nazionale. L'obiettivo resta quello di seguire gli sviluppi del ricorso promosso dal Comune e sostenere ogni iniziativa utile affinché vengano riconosciute le peculiarità territoriali e le opportunità di sviluppo legate alla storica identità montana di Celle di Bulgheria.
di Redazione.
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